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Guida fuori asse con le nuove camere di guida

Sempre più spesso mi vengono chiesti consigli su guide fuori asse e camere di guida, specie abbinate in situazioni dove i riduttori di focale regalano ben poco backfocus.

Le prime guide fuori asse erano spesse qualche cm e inoltre il lato camera di guida presenta un filetto T2, per poter montare agevolmente la maggior parte delle camere di guida presenti qualche anno fa.

La gran parte delle guide fuori asse attuali, oltre ad essere molto sottili, permette la rotazione della camera di guida, ma se si usa una reflex, spesso, questo movimento è limitato in quanto va a sbattere contro il corpo macchina. Inoltre portare in una situazione di parafocalità una reflex/ccd e una camera di guida avvitata al filetto T2 non è semplice in quanto spesso bisogna ricorrere alle prolunghe T2 e si va tendenzialmente a tentativi.

Per fortuna l’arrivo della Lodestar ha introdotto il concetto di camera compatta, grazie al barilotto da 31,8mm, che quindi poteva innestarsi come un qualsiasi oculare da 31,8mm. Quindi se si mettesse un portaoculare da 31,8mm sul filetto T2 della guida fuori asse, ecco che la camera di guida per andare a fuoco rispetto alla camera di ripresa, basterebbe muoverla su giù rinunciando a complicate prove con prolunghe T2.

Teleskop Service ha creato il TST2-1-T2s che andando ad avvitarsi sul filetto T2 lato camera della guida fuori asse, consente di montare camere di guida con barilotto da 31,8mm (Lodestar, QHY5II, QHY5L-II) e di metterle a fuoco muovendole delicamente su e giù nel raccordo. Il bloccaggio con anello comandato da viti di blocco garantisce l’assenza di graffi sul corpo della camera.

Inoltre la sensibilità della Lodestar e della QHY5L-II le rende ideali per essere usate con telescopi a lunga focale, come i diffusi SC o RC.

In sostanza si crea un sistema davvero versatile ma soprattutto facile da usare, il che si traduce nel mettere in funzione il sistema in circa 10-15 minuti massimo.

La foto raffigura una TSOAG9 con il raccordo TST2-1-T2s e una camera QHY5L-II.

Se state valutando di passare alla guida fuori asse, vi consiglio fortemente questo tipo di configurazione, per la sua semplicità e velocità d’uso!

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Il nuovo TSED70Q

Con piacere vi presento il nuovo quadrupletto da 70mm, 474mm di lunghezza focale e correttore al lantanio per un’alta correzione dei colori. Come potete vedere dalle foto il TSED70Q presenta un’incisione e una correzione dell’aberrazione cromatica che non hanno niente da invidiare a strumenti più costosi. Inoltre è corretto totalmente per il campo APS-C e sul full frame offre delle prestazioni di tutto rispetto: un fantastico compagno di viaggio!

Ho avuto modo di testare questo strumento in via preliminare sia in ambito fotografico (poco per via del maltempo) che visuale. Il lantanio usato fornisce una correzione che è intermedia tra un FPL-51 e un FPL-53, però riducendo notevolmente i costi in fase di produzione rispetto a quest’ultima. Sicuramente bene dato che lo strumento viene offerto al pubblico ad un prezzo di 549€ (ricordo che è spianato, senza spianatore costerebbe ancora meno), ma la domanda è: qual’è la resa cromatica?

Nella mia esperienza il peggior test per verificare il cromatismo è osservare ad alti ingrandimenti oggetti metallici come le antenne televisive durante il giorno. La luce incidente e i riflessi sul metallo sono davvero un duro banco di prova. Lo strumento di riferimento è stato il TSAPO804, il tripletto da 80mm in FPL-53, l’80ino più corretto che mi sia mai capitato tra le mani a quest’oggi. Come potete poi vedere dalla fotografia sottostante, il residuo cromatico è pressochè nullo, il che è una buona cosa perchè nell’osservazione notturna diventa impercettibile per oltre il 95% dei casi. Il cromatismo poi si è rivelato essere soprattutto fuori asse, quindi davvero debole. Ovviamente il TSAPO804, come al solito, restituiva immagini assolutamente da manuale. La tonalità delle immagini è neutra, non ho notato dominanti cromatiche azzurre o giallastre. Nel normale uso come potente cannocchiale per vedere i panorami, il cromatismo è assente. Nell’uso notturno ho verificato come la Luna, usando degli ottimi oculari ortoscopici come i Kasai, non mostrava cromatismo lungo il bordo. L’incisione era ottima, i particolari forniti erano in linea con quelli consentiti dall’apertura. Ho sbirciato anche Giove, che mostrata le  principali strutture nuvolose. La correzione del campo si è rivelata superiore a quella del famoso quadrupletto TS 65Q, il 70Q è anche pienamente usabile come teleobiettivo di qualità. Adesso sono in attesa di provarlo sugli oggetti estesi del cielo estivo dal Rifugio Scarpa dove sono solito scappare per le mie scorribande montane, in particolare voglio usare i miei Speer Waler da 82° per godere di ampie visioni con stelle puntiformi da bordo a bordo…appena avrò novità le troverete su questo blog!

Il prossimo test sarà sul TS100QAPO, quadrupletto in FPL-53 di gran pregio, il naturale fratello maggiore del TSED70Q, a presto!

Il vostro tecnico per l’Italia, Riccardo

foto: antenna televisiva ripresa al fuoco diretto con una Canon 6D. La vignettatura è normale dato il focheggiatore da 2″, il cromatismo è pressochè assente. (click per accedere alla versione full res)

luna: ripresa al fuoco diretto con una Canon 6d, crop centale e nessuna elaborazione, leggermente sovraepsosta per mostrare l’assenza di cromastismo

foto: pleiadi, canon 6D, 30s. La correzione è molto buona anche sull’impegnativo formato full frame. Il prima possibile farò delle foto a lunga posa e le pubblicherò, sia con una 550D modificata che con la 6D. (click per accedere alla versione full res)

Alcune foto del nostro cliente Davide Da Col,  sempre con il TSED70Q e una reflex Pentax al fuoco diretto