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Filtri PrimaLuceLab a confronto

Quando arrivano sul mercato nuovi prodotti, si è sempre curiosi di sapere come vanno, specie in confronto a quelli più blasonati e presenti da più tempo. PrimaLuceLab sta proponendo molti nuovi prodotti interessanti, tra i quali troviamo anche filtri per osservazioni visuali e astrofotografia, ma sono di qualità? Possono essere davvero adatti ai nostri usi nonostante un prezzo mediamente più competitivo? Bene, ho voluto darvi qualche input, come sempre in modo rigoroso e obiettivo.

Ho messo a confronto, usando pose da 120s su un rifrattore da 80mm in FPL-51, i seguenti filtri:

  • UHC Baader
  • UHC PrimaLuceLab
  • CLS Astronomik
  • CLS CCD Primalucelab

Il soggetto è M45, ripreso dal pieno centro di Montebelluna (TV), tristemente nota per avere un livello di inquinamento luminoso degno di una metropoli. L’SQM sta a valori tra 17 e 18 circa, e avevo una bella fila di lampioni, rigorosamente schermati per finta, proprio davanti alla sede della ripresa. D’altronde bisogna testare dei filtri contro l’IL, meglio stare prossimi al nemico per verificarne appieno le prestazioni, o no?

La camera usata è una Canon 550D modificata, di seguito le foto NON elaborate, convertite dal RAW usando Lightroom 5 (click per scaricare lo zip con i file CR2)

test

filtr

Posa senza filtro, 800ISO, 120s
Con filtro Baader UHC-S, 800ISO, 120s Con filtro PrimaLuceLab UHC, 800ISO, 120s
Con filtro CLS Astronomik, 800ISO, 120s Con filtro CLS CCD PrimaLuceLab, 800ISO, 120s

Come potete vedere i risultati dei filtri sono simili tra loro a livello di prestazioni. Tutti i filtri scuriscono in modo efficace il fondo cielo e tagliano l’IL a livelli più che buoni, consentendo di operare anche da zone fortemente inquinate, con tutte le limitazioni del caso ovviamente.

La resa del colore del CLS Astronomik è dovuta alla risposta della camera, lo stesso filtro su un’altra reflex in mio possesso dà un fondo cielo diverso, una caratteristica tipica di quando si abbinano filtri interferenziali con sensori a colori. Ma è così complicato ribilanciare i colori? Assolutamente no. Usando solo le funzioni temperatura colore e tinta di Lightroom, ho ribilanciato la foto del CLS CCD PrimaLuceLab in meno di 30 secondi:

Come potete vedere la resa cromatica dei filtri è un problema fittizio, in quanto ben risolvibile con poco, pertanto ci si può concentrare solamente sul fattore di riduzione dell’inquinamento luminoso. Come detto sopra tutti i filtri lavorano bene,  i PrimaLuceLab tendono a dare un fondo cielo un po’ più scuro, di poco, rispetto all’Astronomik e al Baader.

Di seguito i grafici di trasmissività:

Trasmissività Banda UHC-S Baader Trasmissività UHC PrimaLuceLab
Trasmissività CLS Astronomik Trasmissività CLS CCD PrimaLuceLab

L’unico confronto che rimane da fare è sui prezzi, ma volutamente lo lasciamo fare ai futuri acquirenti, per rapportarne appieno la qualità/prezzo in considerazione a quanto pubblicato qui, buone foto e buone osservazioni!

  • Riccardo Cappellaro
  • TS Italia